«Avevo davanti a me l’immagine di Maria»: la testimonianza di Marie Yasmine
Una fede che nasce in modo inatteso
Ci sono persone che sembrano portare Gesù dentro di sé fin dall’infanzia. È il caso di Marie Yasmine, 48 anni, che racconta di aver fatto il segno della croce a soli due anni, senza che nessuno glielo avesse insegnato. Il suo contesto familiare non lo faceva prevedere: il padre è musulmano, la madre cattolica ma non praticante.
La sua storia ci ricorda che la fede non nasce sempre da una trasmissione familiare. A volte è un seme che germoglia in silenzio, in luoghi che non ci aspetteremmo.
Due preghiere che si incontrano in una cappella
L’episodio decisivo accade circa dieci anni prima della testimonianza, in un ospedale di cure palliative dove Marie fa la volontaria. Prima di iniziare il turno entra nella piccola cappella e si inginocchia davanti al tabernacolo. Accanto a lei una giovane sconosciuta prega davanti a una statua della Vergine.
Marie ha la sensazione che le due preghiere si mescolino e si rispondano. A pranzo ritrova la ragazza, anche lei volontaria, e scopre che i loro cammini spirituali si somigliano. È l’inizio di un’amicizia e di un invito: pregare insieme il rosario.
Il rosario che cambia tutto
Fino ad allora Marie non era mai riuscita a recitare il rosario per intero, e lo trovava un po’ noioso. Insieme all’amica, invece, lo porta a termine. Poi accade qualcosa che descrive come un velo di semplicità e di umiltà che la ricopre, insieme a un calore intenso e a un pianto incontenibile.
Davanti a sé vede l’immagine di Maria che protegge il mondo con la mano. Sente che la Madonna le apre una strada verso il Signore e la invita a fidarsi di lui. Per la prima volta la sua vita spirituale, ricca ma fino ad allora piuttosto razionale, diventa un incontro vissuto.
Una vita affidata a Maria
Da quell’esperienza Marie si è consacrata alla Vergine, nel 2016, e l’ha messa al centro della sua vita. Il servizio come volontaria a Lourdes ha acquistato per lei un senso nuovo. Oggi affida a Maria le sue decisioni, sapendo che la precede.
Il racconto si chiude con un episodio semplice. Ammalata di Covid-19 e in preda all’inquietudine, una sera non riesce a dormire. Si alza, si inginocchia e recita il rosario. Poi il sonno arriva, e dorme «come un bambino».
Cosa possiamo imparare
- La fede è spesso un incontro, non solo un’idea. Anche chi ha una spiritualità razionale può essere raggiunto nel cuore.
- La preghiera condivisa apre strade. Senza l’invito di un’amica, forse quel rosario non sarebbe mai stato pregato fino in fondo.
- Maria conduce a Gesù. Nella testimonianza non si ferma su di sé: indica sempre il Signore e invita alla fiducia.
- La preghiera semplice consola. Un rosario nella notte, nella malattia, può restituire la pace.
E tu, hai mai vissuto un momento in cui la preghiera, da abitudine, è diventata incontro? Raccontalo nei commenti.
Fonte: testimonianza di Marie Yasmine pubblicata sulla stampa cattolica francese (aggiungi qui il link all’articolo originale).
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Per Camilla