La Speranza che Cammina: La Storia di Antonietta Raco, 72ª Miracolata di Lourdes
La storia di Antonietta Raco non è solo il racconto di una guarigione clinica inspiegabile, ma è una testimonianza di fede e speranza che ha scosso la comunità dei fedeli. Dopo anni di sofferenza e una diagnosi che non lasciava scampo, la vita di Antonietta è cambiata radicalmente durante un pellegrinaggio a Lourdes, portandola a diventare ufficialmente la 72ª miracolata del santuario francese.
L’Oscurità della Malattia
Tutto ebbe inizio nel 2004, quando Antonietta iniziò ad avvertire le prime difficoltà motorie. In breve tempo, l’impossibilità di reggersi in piedi la costrinse all’uso delle stampelle. Dopo un lungo calvario tra visite mediche e ricoveri, nel 2005 arrivò la diagnosi presso l’ospedale Molinette di Torino: sclerosi laterale primaria.
Con il passare degli anni, la patologia peggiorò progressivamente. Nel 2009, Antonietta era ormai costretta sulla sedia a rotelle, con gravi difficoltà non solo nel camminare, ma anche nel deglutire e nel respirare. La sua quotidianità era diventata una lotta costante contro un corpo che non rispondeva più.
L’Incontro a Lourdes
A luglio del 2009, spinta da un desiderio profondo, Antonietta decise di partecipare a un pellegrinaggio a Lourdes con l’Unitalsi. Nonostante le sue condizioni critiche, il supporto dei volontari le permise di affrontare il viaggio.
Il momento della svolta avvenne durante il bagno nelle piscine del santuario. Antonietta racconta di aver percepito una sensazione straordinaria: un abbraccio sul collo, come una carezza, accompagnato da una voce femminile, giovane e soave, che le ripeteva per tre volte: “Non avere paura”. In quel momento, mentre entrava in acqua, avvertì un dolore lancinante alle gambe, quasi come se le venissero strappate via, ma continuò a pregare intensamente, piangendo in silenzio senza rivelare a nessuno ciò che stava vivendo.
Il Ritorno e il Prodigio
La guarigione completa, tuttavia, si manifestò pienamente solo al suo ritorno a casa, il 5 agosto. Appena varcata la soglia, Antonietta udì nuovamente quella voce che la esortava a chiamare il marito per raccontargli quanto accaduto. Prima ancora di finire la frase, si ritrovò improvvisamente in piedi, dritta e capace di camminare autonomamente per la stanza.
Inizialmente, Antonietta aveva pregato per la guarigione di una bambina conosciuta a Lourdes, ma si rese presto conto che il dono era stato concesso a lei. Suo marito, cardiopatico, rimase profondamente scosso nel vederla muoversi con tale naturalezza e grazia.
Dal “Dono” al “Miracolo”
Per anni Antonietta ha vissuto questa trasformazione come un dono privato, riprendendo in mano la propria vita e occupandosi della sua famiglia. Tuttavia, con il riconoscimento ufficiale della Chiesa attraverso un decreto formale, quella guarigione è stata dichiarata miracolo.
Oggi, Antonietta condivide il suo messaggio di speranza, sottolineando come la sua fede sia cresciuta non per il titolo di “miracolata”, ma per aver constatato sulla propria pelle l’intervento divino. Il suo invito, specialmente per chi soffre nel corpo e nello spirito, è quello di non perdere mai la speranza: “Questo dono non è solo per me, ma per tutti quanti noi”.
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