Il Santo Rosario ogni giorno: la testimonianza di un ufficiale dell’esercito nigeriano
Si può essere un alto ufficiale e vivere apertamente la propria fede? Il tenente colonnello Apollonia Onyinyechi Anele risponde con la sua vita. È la prima donna a guidare la direzione delle pubbliche relazioni nei 162 anni di storia dell’esercito nigeriano, e attribuisce la sua forza alla fede cattolica e alla preghiera quotidiana del Santo Rosario.
Indice
Una fede vissuta senza vergogna
In un’intervista rilasciata ad ACI Africa l’11 settembre 2025, in occasione di una visita del Dipartimento di Comunicazione Sociale dell’Arcidiocesi di Abuja al quartier generale dell’esercito, il colonnello Anele ha parlato con grande franchezza. Non si vergogna di essere cattolica e non tiene la fede nascosta: la condivide ogni giorno con le persone che incontra, sia nel lavoro sia nella vita privata.
Questo è un messaggio prezioso per chi pensa che la fede vada lasciata fuori dall’ufficio o dalla caserma. La testimonianza di Anele mostra che la fede cattolica e le responsabilità professionali possono stare insieme, e che l’una può sostenere le altre.
Il Rosario prima di uscire di casa
Ogni mattina, prima di lasciare la sua abitazione, il colonnello recita il Rosario. Per lei Maria è una guida e un sostegno costante. Quando si presenta un problema, lo affida alla Madonna attraverso questa preghiera, e racconta di aver trovato in essa forza e slancio.
Anche il suo ufficio parla della sua devozione. Alle pareti ci sono l’immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso e altre immagini sacre, che porta con sé ovunque vada e che definisce fonte della sua forza.
“Chi prega il Rosario riceve miracoli”
Secondo Anele, gran parte del suo successo nasce dalla recita quotidiana del Rosario, e per questo invita le persone a pregarlo, convinta che chi lo fa riceva grazie e miracoli. Aggiunge che Maria è sempre disponibile a intercedere, sia che si sia cattolici o meno: basta cercare il suo aiuto materno.
È un invito aperto a tutti, anche a chi si sente lontano o è alle prime armi con la preghiera mariana.
La forza della Messa quotidiana
Il colonnello ricorda anche il valore della Messa di ogni giorno. Dalle letture del Vangelo e dall’omelia, spiega, si impara sempre qualcosa, e questi insegnamenti influenzano le sue decisioni e il suo senso di responsabilità. Ritiene che questo cammino quotidiano l’abbia aiutata a diventare la persona che è oggi.
Cosa devono incarnare i cattolici in posizioni di leadership?
Alla domanda su cosa debbano testimoniare i cattolici che ricoprono ruoli di responsabilità, la risposta è breve e netta: imitare Cristo. Per Anele una vita cristiana autentica pesa spesso più di qualsiasi discussione, soprattutto nei contesti interreligiosi. Chi vive coerentemente con ciò in cui crede mostra chi è e permette agli altri di seguire il suo esempio.
Cosa possiamo imparare da questa testimonianza
- La costanza conta: il Rosario recitato ogni mattina diventa un’abitudine che orienta tutta la giornata.
- Ogni problema si può affidare a Maria: la preghiera non è un rifugio, ma una fonte di forza per affrontare le difficoltà.
- La fede non va nascosta: si può testimoniare con semplicità, anche in ambienti difficili o molto laici.
- L’esempio parla più delle parole: la coerenza di vita è la forma di evangelizzazione più credibile.
Conclusione
La storia del tenente colonnello Anele ricorda che il Santo Rosario non è una pratica per pochi, né un gesto d’altri tempi. È una preghiera che può accompagnare chiunque, da una madre di famiglia a un ufficiale d’alto grado. Se non l’hai mai fatto, prova a iniziare domani mattina, prima di uscire di casa: bastano pochi minuti per affidare la giornata alla Madre celeste.
Fonte: intervista del colonnello Anele ad ACI Africa, 11 settembre 2025.
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