Da ricco che eri, Signore Gesù
San Bonaventura in un opuscolo intitolato: “Le cinque feste di Gesù bambino” racconta che l’anima devota, per grazia dello Spirito Santo e la potenza dell’Altissimo, può spiritualmente concepire il benedetto Verbo e Figlio unigenito del Padre, partorirlo, daregli il nome, cercarlo e adorarlo con i magi e infine presentarlo a Dio Padre nel suo tempio.
Questa semplice preghiera che potete leggere sotto, scritta appunto da questo grandissimo santo, che è San Bonaventura, non è semplicemente una preghiera da recitare a Natale, perché il mistero della nascita di Gesù non è solo a Natale che andrebbe meditato, ma ogni giorno della nostra vita. Si, ogni giorno! Noi dobbiamo farlo nascere ogni giorno, in noi, farlo essere parte della nostra esistenza. Trasformiamo quindi le nostre giornate in una perfetta letizia, perché lì dove nasce Gesù, nasce la vita vera, la verità che ci rende liberi e si apre la via che conduce al Paradiso. Ecco la preghiera:
Da ricchi che eri, Signore Gesù
Signore Gesù, da grande e ricco che eri, ti sei fatto piccolo e povero.
Tu hai scelto di nascere fiuori di casa, in una stalla, di essere fasciato in poveri panni, di essere deposto in una mangiatoia tra un bue e un asinello.
Abbraccia, anima mia, quel divino presempio, premi le labbra sui piedini di Gesù. Baciali tutti e due. Medita le veglie dei pastori, contempla il coro degli angeli e canta insieme a loro con la bocca e con il cuore: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli umini di buona volontà.” Amen.
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