20 SABATI DEL ROSARIO

Secondo sabato alla Regina del Santo Rosario: La visita di Maria ad Elisabetta

La visita di Maria ad Elisabetta
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Cosa sono i 20 sabati alla Regina del Santo Rosario
Prima di metterci in ascolto della Parola di Dio, invochiamo lo Spirito Santo e preghiamo con la fede della Chiesa.

Secondo sabato: La visita di Maria ad Elisabetta

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Noi ti adoriamo e ti amiamo con tutto il nostro cuore, o Spirito divino, Dio onnipotente, Amore del Padre e del Figlio. Vieni dunque, o Dio di bontà e di misericordia, a dare la grazia col tuo alito vivificatore al nostro cuore; vieni, o Fuoco divino e insegnaci a parlare il linguaggio dei Santi. Vieni e con la tua luce ineffabile illuminaci, col tuo fuoco purificaci, accendici il cuore e rendilo ardente della tua carità. Spirito di verità, senza di te siamo nell’errore; Spirito di amore, senza di te siamo aridi; Spirito di vita, senza di te siamo senza vita. Donaci, perciò, o Dio di bontà, i frutti del tuo Spirito. Amen. (Dagli Scritti di Bartolo Longo)

PREGHIAMO CON LA CHIESA
Dio onnipotente ed eterno, che nel tuo disegno di amore hai ispirato alla Beata Vergine Maria, che portava in grembo il tuo Figlio, di visitare sant’Elisabetta, concedi a noi di essere docili all’azione del tuo Spirito per magnificare con Maria il tuo Santo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen
ASCOLTIAMO LA PAROLA DI DIO
Per dare maggiore profondità alla nostra meditazione apriamo il cuore al Signore che ci parla.
La visita di Maria ad Elisabetta
Dal vangelo di Luca (1,3956)
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”. Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre”. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
La visita di Maria ad Elisabetta

MEDITIAMO

L’ascolto e la meditazione si nutrono di silenzio. Facciamo una breve pausa, poi, leggiamo e continuiamo a meditare.

Meditazione del Bartolo Longo

La grazia dello Spirito Santo non ammette lungo ritardo: vuole fedele corrispondenza, ed esige pronta risoluzione. E Maria, docile ai movimenti dello Spirito Santo, corrisponde subito a Dio. Non appena concepisce nel suo seno il Redentore degli uomini, è pronta a soddisfare il desiderio di Lui, di beneficare il genere umano e distruggere il peccato. Iddio voleva santificare il Precursore Giovanni, manifestare la gloria e la potenza del suo Figlio fin dai primi momenti della sua Incarnazione e riempire le due avventurate madri di una nuova letizia e di nuove grazie. Maria, tutta piena di amor di Dio e di carità del prossimo, sollecitamente lascia la sua umile dimora di Nàzareth in Galilea, e intraprende il lungo e faticoso viaggio sino ai monti della Giudea. Pensa alle numerose ispirazioni buone che hai soffocate nel tuo cuore, cui forse erano legati disegni particolari di Dio per la gloria sua, per la salvezza tua, e per il vantaggio del prossimo! Guarda: Elisabetta, già inoltrata negli anni, attende un figlio; ella ha bisogno di una confidente che l’aiuti e la consoli. E l’amorosa Vergine che vince in amore e in bellezza i Serafini, non indugia nella decisione, non va lenta nel suo viaggio, ma con fretta. Le è forte stimolo la carità del prossimo. L’amore di Dio, quando regna nel cuore, non resta mai ozioso, spinge sempre l’animo al bene del prossimo senza avere rispetto alle proprie inquietudini; poiché l’amore di Dio e quello del prossimo è uno stesso amore, il quale si rivolge ora al Creatore ora alle creature. Questa virtù sola guida ed anima Maria, e non l’amore dello svago e del piacere, non quel desiderio di vedere e di essere veduta, quella curiosità e quella ostentazione, che sono, per non dire di più, i frequenti motivi delle visite che noi facciamo. Considera come Maria salutò Elisabetta. La vera carità previene gli altrui desideri senza alcun temporale interesse. Se la carità divina non ci avesse prevenuti, e non ci prevenisse tutti i giomi, avremmo noi conosciuto Iddio?

Penseremmo noi a Lui? Al saluto di Maria, a quella voce fatta strumento del Verbo di Dio, segue il più grande di tutti i miracoli: Gesù, dal seno di sua Madre, santifica Giovanni che esulta nel seno della propria madre, e riempie Elisabetta di Spirito Santo. Impara che ciò che aspetti dal Cielo, solo per mezzo di Maria lo puoi ottenere. La prima grazia comunicata agli uomini dal Verbo incamato l’ha fatta dal seno e alla voce di Maria. O Madre di grazie, quanto è mai potente la tua voce! Falla sentire al mio cuore, o almeno falla sentire al tuo Figlio in favore mio!

CONTEMPLIAMO IL MISTERO

Guidati da Maria fissiamo lo sguardo sul volto di Cristo per poi aprire il cuore alla lode trinitaria, traguardo di ogni contemplazione cristiana.

Mostraci il tuo volto, Signore, in te speriamo. Donaci il tuo sguardo Maria: con te crediamo, con te amiamo.

Padre nostro… Ave Maria… e benedetto il frutto del tuo seno Gesù, che portasti in grembo nella visita a Sant’Elisabetta … Santa Maria… (10 volte). Gloria al Padre…

La visita di Maria ad Elisabetta

PREGHIAMO CON IL BEATO BARTOLO LONGO

O Maria, per la virtù di questo Mistero del tuo Rosario, che Tu mi dia grazia di amare immensamente Gesù Cristo per raggiungere la salvezza; giacché Tu sei la dispensatrice delle grazie, ti chiedo di ottenermi da Dio la grazia di…..(chiedere la grazia) Tu sei la Speranza di tutti e la mia speranza.

O Maria, prega per me, e raccomandami al tuo Figlio. Le tue preghiere non hanno rifiuto: sono preghiere di Madre presso un Figlio che tanto ci ama. E Tu meglio di me conosci le miserie e le mie necessità, né so quali grazie più mi occorrono. Nelle tue mani mi abbandono, in te confido. (Dagli Scritti di Bartolo Longo)

La giaculatoria che ora recitiamo ci aiuti ad unire il significato del mistero che abbiamo pregato con l’impegno di vita.

Regina del Santo Rosario di Pompei, Madre nostra dolcissima, ottienici di sentire la tua ansia apostolica, per portare Cristo ai nostri fratelli e metterci a loro servizio nell’amore.

Beato Bartolo Longo, apostolo del Santo Rosario, prega per noi.

La visita di Maria ad Elisabetta

PICCOLA SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI

Dopo aver meditato e contemplato il mistero, concludiamo la nostra preghiera rivolgendoci con amore filiale a Colei alla cui scuola impariamo a immergerci nel mistero di Dio e a vivere come a Lui piace.

Vergine del Santo Rosario, Madre del Redentore, donna della nostra terra innalzata al di sopra dei cieli umile serva del Signore proclamata Regina del mondo dal profondo delle nostre miserie noi ricorriamo a Te. Con fiducia di figli guardiamo il tuo viso dolcissimo. Coronata di dodici stelle, Tu ci porti al mistero del Padre, Tu risplendi di Spirito Santo, Tu ci doni il tuo Bimbo divino, Gesù, nostra speranza unica salvezza del mondo. Porgendoci il tuo Rosario Tu ci inviti a fissare il suo volto. Tu ci apri il suo cuore, abisso di gioia e di dolore, di luce e di gloria, mistero del figlio di Dio, fatto uomo per noi. Ai tuoi piedi sulle orme dei Santi ci sentiamo famiglia di Dio. Madre e modello della Chiesa, Tu sei guida e sostegno sicuro. Rendici un cuor solo e un’anima sola, popolo forte in cammino verso la patria del cielo. Ti consegniamo le nostre miserie, le tante strade dell’odio e del sangue le mille antiche e nuove povertà e soprattutto il nostro peccato. A te ci affidiamo, Madre di misericordia: ottienici il perdono di Dio, aiutaci a costruire un mondo secondo il tuo cuore. O Rosario benedetto di Maria catena dolce che ci annoda a Dio, catena d’amore che ci fa fratelli, noi non ti lasceremo mai più. Nelle nostre mani sarai arma di pace e di perdono, stella del nostro cammino. E il bacio a te con l’ultimo respiro ci immergerà in un’onda di luce, nella visione della Madre amata e del Figlio divino, anelito e gioia del nostro cuore con il Padre e lo Spirito Santo. Amen.

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Ugo Maggengo
Sono la conferma che Dio sceglie lo scarto del mondo per confondere i sapienti e i superbi. Sono la conferma che Dio usa misericordia con chi accetta di essere sconfitto dal Suo Amore. Ugo

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