Bartolo Longo: dal satanismo al Rosario
Bartolo Longo è uno dei santi più sorprendenti della Chiesa. Avvocato appassionato di scienza, divenne sacerdote satanista, poi trovò la pace nel Rosario. Il 19 ottobre 2025 Papa Leone XIV lo ha canonizzato. La sua storia dimostra che nessuna anima è perduta.
Chi era Bartolo Longo?
Bartolo Longo nacque a Latiano, in Puglia, nel 1841. Studiò giurisprudenza a Napoli e divenne avvocato. Era un uomo colto, affascinato dalla scienza e dalle idee nuove del suo tempo.
Quelle idee affondavano le radici nell’Illuminismo, il movimento filosofico del Settecento. L’Illuminismo mise al centro la ragione e la scienza empirica, e portò rivoluzioni politiche in America e in Francia. Ma Longo capì che attorno a quel clima ruotavano anche pratiche occulte: massoneria, spiritismo, magia e culto del diavolo.
Il sacerdote satanista
Il giovane avvocato iniziò a frequentare sedute spiritiche. Poi entrò in una setta satanica. La sua non fu una scelta impulsiva. Per quasi dieci anni guidò rituali diabolici come sacerdote satanista.
Visse esperienze spirituali straordinarie, tra cui visioni del diavolo. Gli sembrarono prove del potere dell’occulto. In realtà lo stavano consumando. Con gli anni diventò depresso, ansioso e confuso, e la sua salute ne risentì.
L’incontro con Vincenzo Pepe
Fu un professore universitario cattolico, Vincenzo Pepe, ad accorgersi del suo declino. Lo avvertì con chiarezza: quella strada portava alla follia in questa vita e alla dannazione nell’altra.
Longo andò a vivere con lui. Tornò a una vita più sana e si dedicò ai poveri e ai malati terminali, senza lasciare la professione di avvocato. Il corpo e la mente guarivano, ma l’anima restava inquieta. Il ricordo delle sue bestemmie lo tormentava. Temeva di appartenere ancora a Satana e di non potersi salvare.
La svolta: il Rosario
Un giorno gli tornò in mente una promessa. Secondo la tradizione, la Vergine Maria l’avrebbe fatta a San Domenico: chi diffonderà il Rosario sarà salvato.
Longo decise di diffondere questa preghiera. Fondò il santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei, oggi meta di pellegrinaggio per milioni di fedeli. Trovò finalmente la pace che cercava.
Il Rosario come via di pace personale e civile
Longo non vedeva nel Rosario solo una devozione privata. Lo proponeva come strumento di pace personale e civile. Aveva compreso che il nazionalismo romantico ereditato dall’Illuminismo spingeva l’Europa verso una guerra dalle conseguenze catastrofiche.
Insieme alla moglie lavorò instancabilmente per diffondere il Rosario e aiutare i poveri. Morì nel 1926, a 85 anni.
Perché la storia di Bartolo Longo parla ancora oggi
La canonizzazione di Bartolo Longo, il 19 ottobre 2025, ci ricorda tre cose:
- Nessuno è irrecuperabile. Chi ha toccato il fondo può ancora rinascere.
- Serve qualcuno che ci avverta. Senza Vincenzo Pepe, forse Longo non si sarebbe salvato.
- La preghiera semplice può cambiare una vita. Il Rosario fu per lui la porta verso la pace.
Se oggi ti senti inquieto o lontano, la vita di Bartolo Longo è un invito alla speranza.
Hai già pregato il Rosario o visitato il santuario di Pompei? Racconta la tua esperienza nei commenti.
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Che il Santo Rosario ci doni la vita eterna