L’Amore Infinito: Perché la Passione di Gesù è la Misura della nostra Perfezione
In un mondo che spesso confonde la spiritualità con il semplice dovere o con l’osservanza di regole esterne, le parole di Sant’Alfonso Maria de Liguori ci riportano al cuore pulsante della fede: l’amore per Gesù Cristo. Non esiste santità senza questo legame profondo, un amore che nasce non da un nostro sforzo, ma dalla risposta a un dono immenso ricevuto per primi.
La Vera Perfezione: Amare Colui che ci ha Amati
Molti credenti cercano la perfezione nell’austerità, nelle elemosine o nella frequenza dei sacramenti. Sebbene siano pratiche lodevoli, Sant’Alfonso, citando San Francesco di Sales, ci avverte: la perfezione consiste unicamente nell’amare Dio con tutto il cuore.
La carità è il “vincolo della perfezione” (Col 3,14) che unisce e conserva ogni virtù. Come diceva Sant’Agostino: “Ama e fa’ ciò che vuoi”. Chi ama veramente Dio, infatti, è guidato dall’amore stesso a compiere solo ciò che Gli è gradito.
Un Amore Eterno che Precede la Creazione
Dio non ha iniziato ad amarci nel tempo. Il Suo è un amore eterno: “In caritate perpetua dilexi te” (Ger 31,3). Prima ancora che il mondo fosse creato, Dio ci teneva già nel Suo cuore.
Questa consapevolezza spinse santi come Sant’Agnese a rifiutare ogni amore terreno. Quando le venivano proposti pretendenti, lei rispondeva: “Un altro amante mi ha preceduta”. Aveva compreso che il suo cuore apparteneva di diritto a Chi l’aveva amata per primo, dall’eternità.
Il Linguaggio dei Doni: Il Creato come Messaggio d’Amore
Per attirare i cuori degli uomini, Dio ha usato “lacci d’amore”, circondandoci di benefici. Tutto ciò che vediamo è un dono pensato per noi:
- Il cielo, le stelle e i pianeti.
- I mari, i fiumi e le pianure.
- I fiori e le creature della terra.
Sant’Agostino esclamava che ogni cosa in terra gli parlava d’amore. Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, tenendo in mano un fiore, si sentiva ferita da uno “strale d’amore”, pensando che Dio avesse creato quella bellezza proprio per lei sin dall’eternità. Il creato non è che un coro che ci invita a ricambiare l’amore del Creatore.
Il Dono Totale: Dal Presepe alla Croce
Ma Dio non si è accontentato di donarci il mondo. Per conquistare il nostro amore, ha donato Se stesso.
- L’Eterno Padre ci ha donato il Suo unico Figlio.
- Il Figlio si è svuotato della Sua gloria (kenosi), facendosi uomo e servo.
- Gesù ha scelto non solo di salvarci, ma di farlo attraverso la sofferenza più estrema e la morte di Croce.
Perché scegliere una morte così ignominiosa quando poteva salvarci con un solo sospiro? Sant’Alfonso è chiaro: per dimostrarci quanto ci amava. La Croce è la misura dell’amore di Dio, un amore che “non tiene conto della dignità” pur di farsi conoscere dall’amato.
Conclusione: Vivere o Morire d’Amore
San Paolo scriveva: “Caritas Christi urget nos” (L’amore di Cristo ci spinge). Non è solo la sofferenza in sé a doverci colpire, ma l’amore che Gesù ha messo in quel patire. Come diceva San Francesco di Sales, dobbiamo gettarci su Gesù Crocifisso e morire a ogni altro amore per vivere solo per Lui.
Davanti al Crocifisso, non restano che le parole di San Francesco di Paola: “O carità, o carità, o carità!”
L’amore di Gesù Cristo, ci ha ottenuto la salvezza e l’eredità della vita eterna.
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GESU NOSTRO SALVATORE ,TI PREGO DI DONARE ALLE PERSONE CHE NON CI SONO PIU’ IN QUESTA TERRA, PERDONO , SALVEZZA E GIOIA INFINITA